
Virginia Veludo, sui social @rossaperpendicolare, presenta il suo ultimo libro all'Impero Traballa Show: un testo che intreccia il racconto narrativo ad un'analisi critica sulla vita in Italia, basato su una forte percezione e valutazione politica.
Cosa significa affrontare la quotidianità in un Paese con i salari bloccati da 30 anni e un'inflazione galoppante? Ne parla Virginia Veludo, insegnante, divulgatrice e influencer, partendo dal suo libro "E mi sono sentita meno sola. Vivere una normale giornata in Italia oltre la rassegnazione". Il testo racconta la storia di Cristina, un personaggio che vive le difficoltà quotidiane di molti italiani, sentendole erroneamente come colpe individuali anziché come il frutto di responsabilità sistemiche. Il messaggio centrale è che un'alternativa alle diseguaglianze crescenti esiste sempre, uscendo dalla logica dell'accettazione passiva tipica del neoliberismo.
Inoltre abbiamo parlato della scuola pubblica, dove Virginia denuncia un progetto chiaro, avviato negli anni '80 e '90, mirato allo smantellamento dell'istruzione statale, culminato con la riforma del "4+2" voluta dal ministro Valditara. Questa riforma, unita al taglio delle ore di storia e geografia, sembra pensata per creare manodopera priva di spirito critico, favorendo l'ingresso di imprenditori privati ("i missionari", come li definisce il ministro Valditara) per assecondare le logiche del mercato.
L'ostacolo principale alla partecipazione democratica, avverte Veludo, è proprio di natura economica. Quando l'urgenza è accettare qualunque condizione pur di guadagnare 1000 euro per campare, e persino il salario minimo diventa un tabù per una sedicente sinistra, l'astensionismo non è una ribellione, ma un favore fatto a chi governa.
